Gli europei sono disposti a spendere di più per prodotti con maggior durata.


Nuovo studio del CESE sulla obsolescenza programmata

Il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE)[1] ha recentemente pubblicato uno studio dal titolo “L’influenza sul consumatore dell’etichettatura di lunga durata”[2] con il quale si è voluto analizzare l’influenza dell’etichettatura che riporta la durata di un prodotto sul comportamento del consumatore durante l’acquisto.

Il risultato è significativo: gli europei sono disposti a spendere di più per prodotti che garantiscono una vita maggiore.

Lo studio è stato realizzato in Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Spagna e Paesi Bassi ed ha coinvolto quasi 3000 partecipanti.

Prodotti etichettati come di “lunga durata”, vedrebbero una spinta enorme nelle vendite, ad esempio valigie e stampanti rispettivamente del 128% e del 70%. Gli smartphone potrebbero vedere un incremento del 41% sulle vendite per quei modelli che garantiscono una maggiore durata.  Va evidenziato come il 90% dei partecipanti ha dichiarato che sarebbe disposto a pagare anche 102€ in più per una lavastoviglie (con prezzo di vendita da 300 a 500€), che garantisse  una durata superiore di due anni.

I francesi si sono dimostrati i più sensibile alle informazioni visualizzate sulle etichette che riguardano il ciclo di vita del prodotto. Subito dopo, in ordine belgi, olandesi, cechi ed in fine spagnoli.

E’ stata poi dimostrata la correlazione tra il numero di consumatori pronti a pagare di più per un prodotto con maggior vita ed il PIL del paese in cui vivono.

La semplice visualizzazione, sull’etichetta, della durata della vita del prodotto influenza le intenzioni di acquisto dei consumatori ed è stato dimostrato come una classificazione a fasce colorate (da A a G simile a quella utilizzata per il consumo energetico) sia il formato più efficace potrebbe far aumentare le vendite dell’84%.

Con questo studio si è anche voluto evidenziare come gli europei hanno chiaramente manifestato la loro opposizione all’obsolescenza programmata confermando d’essere generalmente a favore di prodotti che sono garantiti per durare più a lungo. L’80% dei partecipanti ritiene che produttori abbiano la maggior responsabilità sulla durata di un prodotto. La pensa così il 95% dei partecipanti in Repubblica Ceca, il 91% in Francia, quasi l’82% in Belgio e Olanda ed il 75% in Spagna.

Questo concorda con la posizione del CESE, espresso nel 2013 nel suo parere “Per un consumo più sostenibile: la durata di vita dei prodotti industriali e l’informazione dei consumatori per ripristinare la fiducia.”[3]. E’ evidente come una chiara etichettatura in cui sia riportata la durata minima garantita di un prodotto aiuti a migliorare la fiducia dei consumatori nelle imprese e come questo contribuisca a passare da una società degli sprechi ad una società sostenibile.

Il CESE ha quindi invitato la Commissione europea ad elaborare una legislazione a livello UE contro l’obsolescenza programmata,  ha invitato l’industria a stabilire sistemi volontari di certificazione ed esorta gli europei a mobilitarsi per il cambiamento.

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Note:
[1] http://www.eesc.europa.eu/?i=portal.it.home
[2] “The influence of Lifespan Labelling on Consumers” – http://www.eesc.europa.eu/resources/docs/16_123_duree-dutilisation-des-produits_complet_en.pdf
[3] http://www.eesc.europa.eu/?i=portal.en.ccmi-opinions.26788   –    http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A52013IE1904